Abstract (in italiano)
In ragione della loro particolare vulnerabilità, la disciplina relativa alla condizione dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) è stata fin qui ampiamente ispirata alla logica del superiore interesse del minore. Senonché, la sua portata garantista e caratterizzata da una spiccata specialità è stata in parte snaturata dalle riforme approvate in via d’urgenza nel 2023. In particolare, i decreti- legge nn. 20 e 133 del 2023 hanno nel complesso abbassato il livello di tutele apprestata dall’ordinamento nei confronti di tali minori e mostrato come pure per essi si stia imboccando il percorso che dalla frammentarietà della disciplina conduce alla normativa organica per poi ritornare alla prima. Così può dirsi, innanzitutto, per le norme sui tempi, le dimensioni e la natura dei centri di accoglienza straordinaria – ora possibile anche, a certe condizioni, in sezioni dedicate delle strutture per stranieri adulti – cui fa da contraltare il rischio concreto di una sensibile riduzione dei servizi assicurati al MSNA. Oltre alle modifiche peggiorative in tema di permesso per motivi di protezione speciale, desta particolare attenzione – sotto diversi profili: la tutela della libertà personale e del diritto di difesa, nonché l’eguaglianza fra MSNA – la nuova procedura di accertamento d’urgenza dell’età del minore, che, a fronte di presupposti assai evanescenti, consente all’autorità di pubblica sicurezza di disporre, previa autorizzazione del P.M. presso il Tribunale dei minorenni, il ricorso diretto agli esami radiografici, non subordinato al rispetto di una procedura a tappe crescenti ed eventuali di invasività che implichi l’intervento di una equipe multidisciplinare. Si aggiunge, ancora, l’intervento limitativo della durata dei permessi di soggiorno ottenibili dai MSNA in base all’art. 32, c. 1-bis, del d.lgs. n. 286 del 1998, una volta divenuti maggiorenni, e l’introduzione di un appesantimento della procedura in ordine al controllo dei presupposti per l’accesso al permesso per lavoro. Si tratta di modifiche che, paradossalmente, precarizzano la sola condizione del MSNA proprio nella fase più delicata che si apre con il compimento della maggiore età, innescando conseguenze irragionevoli anche rispetto al diritto alla vita privata e familiare.