SOMMARIO
SOMMARIO: 1. La prescrittività dell’indirizzo: uno pseudoproblema, il dover essere interamente risolvendosi nell’essere, per come è qualificato dagli operatori politici alla luce di criteri parimenti politici. – 2. Se un atto uti singulus possa comporre un indirizzo politico ovvero se si richieda una pluralità di atti funzionalmente connessi e convergenti verso la realizzazione dei fini prestabiliti. – 3. L’ardua questione teorica relativa al carattere unitario ovvero plurale dell’indirizzo, specie nel tempo delle emergenze e avuto riguardo ai rapporti che lo Stato intrattiene tanto con le autonomie territoriali (in ispecie con quelle regionali) quanto con l’Unione europea. – 4. Il flusso copioso ed ininterrotto di materiali e suggestioni aventi carattere politico che si ha al piano dei rapporti interordinamentali e la natura composita della struttura dell’indirizzo, nazionale in quanto anche sovranazionale, e viceversa. – 5. Alcune vicende che fanno dubitare del possibile utilizzo al presente degli schemi teorici messi a punto in passato sull’indirizzo politico e della possibilità di quest’ultimo di riuscire ad affermarsi, specie a causa delle plurime e soffocanti emergenze che danno alimento a pratiche di governo improvvisate e di corto respiro. – 6. Il carattere viepiù recessivo della legislazione e, di contro, quello crescente dei giudici, testimoniato dall’utilizzo (non sempre, per vero, in modi adeguati) di tecniche decisorie cariche di valenza politica e, tuttavia, pur sempre inespressive d’indirizzo politico, nella sua ristretta e propria accezione. – 7. Politica interna e politica estera a confronto, per l’aspetto della loro attitudine alla continuità e stabilità temporale, e le difficoltà cui va incontro l’indirizzo unitariamente considerato al fine di potersi affermare e far valere nell’esperienza. – 8. Al tirar delle somme.