Abstract (in italiano)
Il contributo esamina la riforma del reclutamento universitario introdotta dalla legge n. 129/2026. Ripercorse le criticità dell’abilitazione scientifica nazionale e le indicazioni della giurisprudenza amministrativa, sostiene che il suo superamento sia costituzionalmente sostenibile solo se preserva le garanzie di libertà scientifica, pluralismo e parità di accesso. Propone quindi un’autonomia responsabile degli atenei, fondata su requisiti nazionali comuni, selezioni motivate e una valutazione che riguardi le politiche di reclutamento anziché la sola produttività individuale.